Comunicato Ufficiale CONFESTETICA numero 4348 del 24 maggio 2015

 

Epildream infrange i sogni di centinaia di estetiste.
Il diodo è cinese e non tedesco,

I valori dello spot e dei watt del laser Epildream Diode non corrispondono ai valori dichiarati da Afaparf e non corrispondono a quanto dicono.

- Non sono noti protocolli di lavoro (clinicamente validati)
- Non sono noti test di efficacia (clinicamente testati) su trattamenti eseguiti con Epildream.

 

Siamo a conoscenza di molti centri estetici che stanno chiedendo ad Alfaparf spiegazioni, ma da molte settimane, queste spiegazioni non giungono ai richiedenti.

 

Sappiamo che molti centri estetici di tutta Italia, stanno valutando e iniziando azioni legali contro Alfaparf, per la restituzione del pagamento effettuato per Epildream Diode , gli eventuali danni causati e il tempo di lavoro effettuato dagli estetisti con detto laser.

Confestetica con l’Università di Pavia ha potuto riscontrare una difformità tra le caratteristiche dichiarate dal costruttore e quelle effettivamente presenti, con particolare riguardo alla ampiezza della superficie trattata dal laser (c.d. “dimensione della macchia al bersaglio” o “spot”).

L’Università degli Studi di Pavia, Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione, infatti, ha potuto rilevare, nella perizia, come il macchinario Epildream Diode Laser non abbia uno spot, riscontrato nella rigorosa maniera indicata nel medesimo elaborato, la cui superficie complessiva è pari a 1.01 centimetri quadrati contro un valore dichiarato da Alfaparf per Epildream Diode pari ad 1.4 centimetri quadrati.

E’ di tutta evidenza che una riduzione di oltre il 30% della superficie dello spot significa, per l’utilizzatore del macchinario, una riduzione del potere trattante in egual misura, dal momento che viene coperta una corrispondente superficie di pelle in misura minore, costringendo l’estetista ad impiegare maggior tempo per eseguire il trattamento.

Il laser Epildream Diode, inoltre, è stato testato anche per verificarne la potenza ed i tecnici dell’università sopra indicata hanno potuto accertare che l’attrezzatura in questione non supera i 417 Watt di potenza contro i 600 Watt invece dichiarati dal Alfaparf.

Non solo.

La predetta perizia evidenzia poi come il diodo inserito nel macchinario sia stato prodotto dalla Xi’an Focus Light Technologies, come espressamente indicato nella scheda elettronica inserita all’interno del manipolo, fotografata nella pagina 2 del suddetto elaborato.

Confestetica, pertanto, sempre confortata dalle risultanze della valutazione svolta dall’Università di Pavia ha potuto rilevare che le componenti principali dell’attrezzatura de qua sono state prodotte in CINA, per quanto ciò non sia stato dichiarato dal costruttore che, per contro, ha diffuso materiale pubblicitario, che dice chiaramente “laser di ultima generazione progettato in Italia con Diodo di produzione tedesca”.

E’ di tutta evidenza, quindi, che la predetta pubblicizzazione del prodotto sia inveritiera e decettiva, ingenerando nella clientela (l’estetista) l’erronea convinzione di acquistare un macchinario la cui principale parte è stata prodotta in Germania.