È dai tempi più antichi che il sangue viene considerato un tonico per ringiovanire e una medicina dalle molteplici proprietà curative. Oggi, sono state trovate le prove sull'esistenza di fattori circolanti ematici dei mammiferi che possono ringiovanire i tessuti. A riuscirci è stata un'équipe dell'Harvard Stem Cell Institute scoprendo la prima di queste sostanze, la proteina Gdf-11, con effetti sorprendenti sul ringiovanimento del cuore.

Secondo il team di Boston, che comprende anche l'italiano Francesco Loffredo, la ricerca potrebbe riscrivere la nostra comprensione dell'invecchiamento. E iniezioni di questa proteina potrebbero in futuro rivelarsi una terapia efficace per l'insufficienza cardiaca senile, condizione in cui il cuore non è in grado di pompare abbastanza sangue per soddisfare le esigenze dell'organismo e che si manifesta con la mancanza di respiro e affaticamento. Nello studio, pubblicato su «Cell», i ricercatori hanno visto che il fattore di crescita di differenziazione 11 (Gdf-11), una volta iniettata nei topi – che con l'età sviluppano problematiche cardiologiche simili a quelle umane, con pareti cardiache ispessite – ha prodotto un ringiovanimento del muscolo cardiaco.

«Se ci sono malattie legate all'età dovute alla perdita di proteine circolanti – ha spiegato uno dei firmatari dello studio, Richard T. Lee – allora è possibile che ripristinarne i livelli possa essere utile». Tra l'altro, ha aggiunto Lee, «questa inversione dell'invecchiamento del cuore si ottiene in un brevissimo periodo di tempo, appena 4 settimane. Siamo molto eccitati per questo, perché in effetti si apre una nuova finestra sulla forma più comune di insufficienza cardiaca, una delle condizioni più debilitanti legate alla vecchiaia e per la quale non ci sono terapie specifiche».

Prossimo step sarà quello di trasferire i risultati sperimentali in clinica, ma anche capire quali altri tipi di tessuto potrebbero essere influenzati da questa proteina. «Questa ricerca – ha commentato Tony Wyss-Coray, della Stanford University (California) – sottolinea ancora una volta la straordinaria plasticità dei tessuti invecchiati e la loro potenziale possibilità di tornare giovani».

 

Fonte: Sole24Ore