L’oro rosso, o meglio lo zafferano. Da millenni viene utilizzato per le sue proprietà taumaturgiche, adesso è stato «scoperto» anche dalla cosmetica. È il principio attivo di una nuova linea di trattamento globale «Or rouge» firmata Yves Saint Laurent composta da una crema viso da giorno e una specifica per occhi. «Ha le capacità — spiega Caroline Nègre, direttore scientifico della marca — di migliorare la rigenerazione cutanea. Nel 2002 è stato scoperto che l’ottanta per cento delle malattie legate all’invecchiamento sono la conseguenza di un’infiammazione cronica. Per contrastarla, nel 2011 iricercatori di YSL-Skinscience hanno intrapreso un programma di ricerca nel campo della glicobiologia perché hanno scoperto che i glicani intervengono in questo processo. Basandoci su queste teorie abbiamo dovuto individuare in natura un principio attivo da utilizzare nelle formulazioni dei nostri prodotti. Ci sono voluti più di cinque anni, durante i quali sono state esaminate oltre cento piante prima di individuare, nel pistillo dello zafferano ricavato dal fiore di crocus, le proprietà che cercavamo».

E qui entra in gioco Chris Kilham, di professione «medicine hunter» o meglio etnobotanico. Americano ma «mi sento cittadino del mondo. Dove fiorisce una pianta sono lì. Può essere il Sudamerica come la Cambogia. Per questa collaborazione con Saint Laurent ho visionato diverse coltivazioni per poi concentrarmi sulle piantagioni di zafferano che crescono sull’altopiano dell’Atlante in Marocco perché hanno una qualità particolare, complice l’altitudine, le condizioni del terreno e la temperatura. Trovo che questo ingrediente possa portare a una svolta in ambito cosmetico».

La coltivazione è profondamente ancorata alla tradizione, un rito ancestrale scandito da ritmi e momenti particolari. Aggiunge Kilham: «I fiori, dal colore viola tenue, si schiudono nel corso di un solo giorno dell’anno, durante l’autunno. Le donne attendono quel preciso momento per coglierne le preziose corolle a mano. È la natura a imporre dure ore di lavoro, costringendole a svegliarsi prima dell’alba, quando i petali sono ancora ben chiusi per poter proteggere i preziosi pistilli. Dopo la raccolta, ognuno dei tre filamenti di zafferano viene estratto e messo a essiccare e riposto in vasi di vetro ermeticamente chiusi. Occorrono centocinquanta fiori per produrre un solo grammo». Per questo il suo valore è paragonabile all’oro. Aggiunge Peter H. Seeberger, esperto in glico-scienze: «Come principali costituenti della pelle, i glicani giocano un ruolo nel metabolismo cellulare. Con l’età, la quantità di glicani diminuisce, la comunicazione cellulare si altera, i messaggi si confondono. La pelle si rigenera meno rapidamente, perde sostanza e la sua architettura si degrada. Studi hanno dimostrato che questa parte della pianta di zafferano possiede proprietà antiossidanti e antistress in grado di rigenerare l’epidermide».

G. Ghi.
Corriere della Sera 17 Mag. ’14