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	<title type="text">Notizie</title>
	<subtitle type="text">Sito di discussione sui trattamenti medico estetici. Raccontaci la tua esperienza .. confrontala con quella di altri utenti !!</subtitle>
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	<updated>2017-12-24T20:36:43+00:00</updated>
	<author>
		<name>Studio Estetico Medico. La Medicina Estetica in Italia</name>
	</author>
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		<title>VIVERE FINO A CINQUECENTO ANNI</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.studioesteticomedico.it/index.php/notizie-medicina-estetica/80-l-ultima-sfida-del-biotech-vivere-fino-a-cinquecento-anni"/>
		<published>2015-11-22T09:05:29+00:00</published>
		<updated>2015-11-22T09:05:29+00:00</updated>
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		<author>
			<name>Thomas Manca</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;VIVERE FINO A CINQUECENTO ANNI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;ecco l'ultima sfida del biotech&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;RICCARDO LUNA&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;L’obiettivo dei giganti della Silicon Valley non è mai stato diventare ricchi, ma cambiare il mondo. Ci si può credere o meno, ma il messaggio che ci ripetono, ogni volta che lanciano un nuovo prodotto o un nuovo servizio, è in fondo sempre lo stesso: stiamo rendendo il mondo un posto migliore. Per questo Internet non basta. E non bastano i computer che non a caso poi per Apple sono diventati telefonini, orologi, tv e nel prossimo futuro anche automobili. Per rendere il mondo un posto migliore, Internet è il punto di partenza ma mai quello di arrivo. Basta osservare la felice parabola di Bill Gates, fondatore e tutt'ora maggiore azionista di Microsoft, azienda simbolo della rivoluzione digitale, il quale però da 15 anni impegna gran parte del suo tempo e delle sue pressocché illimitate risorse economiche, alla omonima Fondazione che ha creato con la moglie Melinda. Per fare cosa? Per occuparsi essenzialmente di migliorare il sistema scolastico e supportare nuove iniziative nel campo della salute nei Paesi in via di sviluppo, dalla malaria ai contraccettivi. E che dire del sudafricano Elon Musk, che è passato dall'essere cofondatore di PayPal, startup californiana diventata un colosso dei pagamenti digitali, alle macchine elettriche di Tesla e ai sistemi di trasporti futuristici come Hyperloop.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Insomma il digitale è sempre più spesso visto come un punto di partenza, ottimo per conquistarsi una posizione di forza ed una leva finanziaria potentissima; quasi mai un punto di arrivo. Va letta in questo senso la trasformazione di Google in Alphabet, la scorsa estate. Il motore di ricerca e le sue attività pubblicitarie diventano un pezzo di una holding più grande dove ci sono moltissime attività collegate: dalle mongolfiere per portare la rete in posti remoti alla celebre auto che si guida da sola, Ma a guardare bene nella costellazione creata da Larry Page e Sergey Brin c'è da tempo un fortissimo focus sui temi della salute: la lente a contatto che sc ansiona l'iride e misura i livelli di zucchero nel sangue è già stata brevettata e potrebbe fare il suo ingresso sul mercato nel 2019; mentre si aspettano i risultati della una startup biotechCalico: si occupa di allungarci la vita fino a 500 anni o giù di lì, al punto che un settimanale ha sostenuto che Google ormai si occupa di scovare il codice segreto della vita eterna...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Manipolare il codice della vita come se fosse un software è molto popolare in Silicon Vailey. In parte per sincere ragioni filantropiche, in parte perché è un settore che attira finanziamenti clamorosi rispetto al web e dove si favoleggia di imminenti scoperte rivoluzionarie. Larry Ellison, il fondatore di Oracle e nella top ten degli uomini più ricchi del mondo, ha definito la morte &quot;un fenomeno incomprensibile&quot;; mentre un altro co-fondatore di PayPal, Peter Thiel, ha donato quasi 3 milioni di dollari a Aubrey De Grey, uno dei maggiori guru della singolarità- quella corrente di pensiero che prevede un'accelerazione tecnologica esponenziale destinata a cambiarci radicalmente la vita. &quot;I 100 anni saranno i nuovi 60&quot; ha predetto una star delle biotecnologie, Craig Venter, lanciando la sua nuova startup in California. Ne vedremo delle belle.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Repubblica 16 nov. ’15&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;VIVERE FINO A CINQUECENTO ANNI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;ecco l'ultima sfida del biotech&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;RICCARDO LUNA&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;L’obiettivo dei giganti della Silicon Valley non è mai stato diventare ricchi, ma cambiare il mondo. Ci si può credere o meno, ma il messaggio che ci ripetono, ogni volta che lanciano un nuovo prodotto o un nuovo servizio, è in fondo sempre lo stesso: stiamo rendendo il mondo un posto migliore. Per questo Internet non basta. E non bastano i computer che non a caso poi per Apple sono diventati telefonini, orologi, tv e nel prossimo futuro anche automobili. Per rendere il mondo un posto migliore, Internet è il punto di partenza ma mai quello di arrivo. Basta osservare la felice parabola di Bill Gates, fondatore e tutt'ora maggiore azionista di Microsoft, azienda simbolo della rivoluzione digitale, il quale però da 15 anni impegna gran parte del suo tempo e delle sue pressocché illimitate risorse economiche, alla omonima Fondazione che ha creato con la moglie Melinda. Per fare cosa? Per occuparsi essenzialmente di migliorare il sistema scolastico e supportare nuove iniziative nel campo della salute nei Paesi in via di sviluppo, dalla malaria ai contraccettivi. E che dire del sudafricano Elon Musk, che è passato dall'essere cofondatore di PayPal, startup californiana diventata un colosso dei pagamenti digitali, alle macchine elettriche di Tesla e ai sistemi di trasporti futuristici come Hyperloop.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Insomma il digitale è sempre più spesso visto come un punto di partenza, ottimo per conquistarsi una posizione di forza ed una leva finanziaria potentissima; quasi mai un punto di arrivo. Va letta in questo senso la trasformazione di Google in Alphabet, la scorsa estate. Il motore di ricerca e le sue attività pubblicitarie diventano un pezzo di una holding più grande dove ci sono moltissime attività collegate: dalle mongolfiere per portare la rete in posti remoti alla celebre auto che si guida da sola, Ma a guardare bene nella costellazione creata da Larry Page e Sergey Brin c'è da tempo un fortissimo focus sui temi della salute: la lente a contatto che sc ansiona l'iride e misura i livelli di zucchero nel sangue è già stata brevettata e potrebbe fare il suo ingresso sul mercato nel 2019; mentre si aspettano i risultati della una startup biotechCalico: si occupa di allungarci la vita fino a 500 anni o giù di lì, al punto che un settimanale ha sostenuto che Google ormai si occupa di scovare il codice segreto della vita eterna...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Manipolare il codice della vita come se fosse un software è molto popolare in Silicon Vailey. In parte per sincere ragioni filantropiche, in parte perché è un settore che attira finanziamenti clamorosi rispetto al web e dove si favoleggia di imminenti scoperte rivoluzionarie. Larry Ellison, il fondatore di Oracle e nella top ten degli uomini più ricchi del mondo, ha definito la morte &quot;un fenomeno incomprensibile&quot;; mentre un altro co-fondatore di PayPal, Peter Thiel, ha donato quasi 3 milioni di dollari a Aubrey De Grey, uno dei maggiori guru della singolarità- quella corrente di pensiero che prevede un'accelerazione tecnologica esponenziale destinata a cambiarci radicalmente la vita. &quot;I 100 anni saranno i nuovi 60&quot; ha predetto una star delle biotecnologie, Craig Venter, lanciando la sua nuova startup in California. Ne vedremo delle belle.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Repubblica 16 nov. ’15&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Notizie e articoli su argomenti di Medicina Estetica" />
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		<title>Anti-asma 'ringiovanisce' cervello, studio italiano su Nature</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.studioesteticomedico.it/index.php/notizie-medicina-estetica/79-montelukast-inverte-invecchiamento-cerebrale-e-perdita-funzioni-cognitive-in-animali-anziani"/>
		<published>2015-11-22T08:48:55+00:00</published>
		<updated>2015-11-22T08:48:55+00:00</updated>
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		<author>
			<name>Thomas Manca</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Roma, 27 ott. (AdnKronos Salute) - &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Ringiovanire il cervello grazie a un farmaco che cura una malattia respiratoria: esce oggi su 'Nature Communications' uno studio dove si dimostra che montelukast, un medicinale già in commercio da anni per trattare l'asma, è in grado di invertire l'invecchiamento cerebrale e la perdita delle funzioni cognitive in animali anziani ai quali è stato somministrato per 6 settimane a dosaggi compatibili con quelli già in uso nell'uomo. Lo studio, che ha visto protagonista il team di Maria Pia Abbracchio dell'Università Statale di Milano e che è stato coordinato da Ludwig Aigner dell'Università Medica Paracelsus di Salisburgo, apre prospettive concrete per la cura delle malattie neurodegenerative. A causa dell'aumento della durata della vita media, che ora in Italia sfiora gli 83 anni, i problemi legati al declino cognitivo e all'aumentata incidenza di demenza rappresentano un'emergenza di enorme portata. Alla perdita cognitiva contribuiscono vari fattori: la presenza di infiammazione cerebrale, il deterioramento delle cellule nervose e, nell'ippocampo (l'area del cervello deputata ad apprendimento e memorizzazione), la riduzione della neurogenesi, vale a dire la formazione di nuovi neuroni dove vengono immagazzinate le nuove informazioni. Da sempre, correggere queste disfunzioni rappresenta l'ambizioso obiettivo di nuove terapie rigenerative in grado di ringiovanire il cervello e ripristinarne le funzioni. Nello studio si dimostra che la somministrazione a roditori anziani di montelukast, il cui uso nell'uomo è caratterizzato da un alto profilo di sicurezza e dalla bassa incidenza di effetti collaterali, riduce marcatamente i livelli di infiammazione cerebrale, ripristina la neurogenesi ippocampale e migliora significativamente le capacità di apprendimento e memorizzazione, riportandole quasi al livello degli animali giovani. Grazie all'impiego di biotecnologie di avanguardia, lo studio dimostra anche che, almeno in parte, gli effetti positivi di montelukast sono dovuti alla sua interazione con Gpr17, un recettore identificato anni fa proprio dal gruppo di Abbracchio, e alla modulazione della sua influenza sulla neurogenesi ippocampale. &quot;Il concetto secondo cui il cervello non è separato dal resto del corpo e le sue funzioni possono risentire dei fenomeni infiammatori presenti in altri organi non è nuovo - spiega all'AdnKronos Salute Abbracchio, ordinario di Farmacologia alla Statale di Milano - Già 10 anni fa avevamo dimostrato come l'infiammazione sistemica cronica, che è a sua volta influenzata dall'ambiente e dall'alimentazione, può accelerare l'invecchiamento del cervello e aumentare l'incidenza di malattie neurodegenerative quali Alzheimer e Parkinson&quot;. Nel nuovo studio, è stato dimostrato che &quot;topi anziani (24-36-48 mesi di vita, che corrispondono a 70-80 per l'uomo) trattati col medicinale possono essere riportati a capacità simili a quelle dei topi adulti giovani&quot;. &quot;Nel lungo termine - aggiunge Aigner - la presenza di infiammazione in organi periferici, quali il polmone e l'intestino, riduce la capacità del cervello di autoripararsi e ne deteriora il funzionamento. Studi precedenti avevano dimostrato che una delle cause principali della perdita cognitiva nell'anziano è l'accumulo nel sangue (e da lì nel cervello) di eotaxina, una sostanza infiammatoria coinvolta nell'asma. Da qui l'ipotesi, oggi confermata, che un farmaco antiasmatico come montelukast potesse bloccare l'infiammazione anche nel cervello e mostrare effetti rigenerativi sulle sue funzioni&quot;. Gli studi clinici confermeranno se, come atteso, montelukast possa rappresentare un esempio positivo di 'riposizionamento' di farmaci già disponibili per indicazioni terapeutiche diverse da quelle originali, accelerando così la messa a punto di terapie per pazienti affetti da malattie incurabili. E &quot;grazie al fatto che il prodotto è già usato ed è sicuro nell'uomo, lo studio durerà molto meno del previsto. La nostra intenzione, già a 2 dicembre - Abbracchio - è disegnare insieme con Aigner uno studio clinico per fare domanda europea per l'avvio del trial entro aprile&quot;. Il lavoro pubblicato è stato finanziato anche dalla Fondazione italiana sclerosi multipla - evidenzia la Fism in una nota - da anni partner dell'Università degli Studi di Milano sul progetto Gpr17 confluito in un brevetto depositato congiuntamente dall'ateneo e da Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) con la sua Fondazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;27 OTTOBRE 2015 | ADNKRONOS &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;http://www.adnkronos.com/salute/medicina/2015/10/27/farmaco-contro-asma-ringiovanisce-cervello-scoperta-uno-studio-italiano_n87eYZd7JZDrkDZ8UDncnK.html&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Roma, 27 ott. (AdnKronos Salute) - &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Ringiovanire il cervello grazie a un farmaco che cura una malattia respiratoria: esce oggi su 'Nature Communications' uno studio dove si dimostra che montelukast, un medicinale già in commercio da anni per trattare l'asma, è in grado di invertire l'invecchiamento cerebrale e la perdita delle funzioni cognitive in animali anziani ai quali è stato somministrato per 6 settimane a dosaggi compatibili con quelli già in uso nell'uomo. Lo studio, che ha visto protagonista il team di Maria Pia Abbracchio dell'Università Statale di Milano e che è stato coordinato da Ludwig Aigner dell'Università Medica Paracelsus di Salisburgo, apre prospettive concrete per la cura delle malattie neurodegenerative. A causa dell'aumento della durata della vita media, che ora in Italia sfiora gli 83 anni, i problemi legati al declino cognitivo e all'aumentata incidenza di demenza rappresentano un'emergenza di enorme portata. Alla perdita cognitiva contribuiscono vari fattori: la presenza di infiammazione cerebrale, il deterioramento delle cellule nervose e, nell'ippocampo (l'area del cervello deputata ad apprendimento e memorizzazione), la riduzione della neurogenesi, vale a dire la formazione di nuovi neuroni dove vengono immagazzinate le nuove informazioni. Da sempre, correggere queste disfunzioni rappresenta l'ambizioso obiettivo di nuove terapie rigenerative in grado di ringiovanire il cervello e ripristinarne le funzioni. Nello studio si dimostra che la somministrazione a roditori anziani di montelukast, il cui uso nell'uomo è caratterizzato da un alto profilo di sicurezza e dalla bassa incidenza di effetti collaterali, riduce marcatamente i livelli di infiammazione cerebrale, ripristina la neurogenesi ippocampale e migliora significativamente le capacità di apprendimento e memorizzazione, riportandole quasi al livello degli animali giovani. Grazie all'impiego di biotecnologie di avanguardia, lo studio dimostra anche che, almeno in parte, gli effetti positivi di montelukast sono dovuti alla sua interazione con Gpr17, un recettore identificato anni fa proprio dal gruppo di Abbracchio, e alla modulazione della sua influenza sulla neurogenesi ippocampale. &quot;Il concetto secondo cui il cervello non è separato dal resto del corpo e le sue funzioni possono risentire dei fenomeni infiammatori presenti in altri organi non è nuovo - spiega all'AdnKronos Salute Abbracchio, ordinario di Farmacologia alla Statale di Milano - Già 10 anni fa avevamo dimostrato come l'infiammazione sistemica cronica, che è a sua volta influenzata dall'ambiente e dall'alimentazione, può accelerare l'invecchiamento del cervello e aumentare l'incidenza di malattie neurodegenerative quali Alzheimer e Parkinson&quot;. Nel nuovo studio, è stato dimostrato che &quot;topi anziani (24-36-48 mesi di vita, che corrispondono a 70-80 per l'uomo) trattati col medicinale possono essere riportati a capacità simili a quelle dei topi adulti giovani&quot;. &quot;Nel lungo termine - aggiunge Aigner - la presenza di infiammazione in organi periferici, quali il polmone e l'intestino, riduce la capacità del cervello di autoripararsi e ne deteriora il funzionamento. Studi precedenti avevano dimostrato che una delle cause principali della perdita cognitiva nell'anziano è l'accumulo nel sangue (e da lì nel cervello) di eotaxina, una sostanza infiammatoria coinvolta nell'asma. Da qui l'ipotesi, oggi confermata, che un farmaco antiasmatico come montelukast potesse bloccare l'infiammazione anche nel cervello e mostrare effetti rigenerativi sulle sue funzioni&quot;. Gli studi clinici confermeranno se, come atteso, montelukast possa rappresentare un esempio positivo di 'riposizionamento' di farmaci già disponibili per indicazioni terapeutiche diverse da quelle originali, accelerando così la messa a punto di terapie per pazienti affetti da malattie incurabili. E &quot;grazie al fatto che il prodotto è già usato ed è sicuro nell'uomo, lo studio durerà molto meno del previsto. La nostra intenzione, già a 2 dicembre - Abbracchio - è disegnare insieme con Aigner uno studio clinico per fare domanda europea per l'avvio del trial entro aprile&quot;. Il lavoro pubblicato è stato finanziato anche dalla Fondazione italiana sclerosi multipla - evidenzia la Fism in una nota - da anni partner dell'Università degli Studi di Milano sul progetto Gpr17 confluito in un brevetto depositato congiuntamente dall'ateneo e da Aism (Associazione italiana sclerosi multipla) con la sua Fondazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;27 OTTOBRE 2015 | ADNKRONOS &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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		<category term="Notizie e articoli su argomenti di Medicina Estetica" />
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		<title>Epildream infrange i sogni di centinaia di estetiste.</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.studioesteticomedico.it/index.php/notizie-medicina-estetica/78-epildream-infrange-i-sogni-di-centinaia-di-estetiste"/>
		<published>2015-05-24T10:37:16+00:00</published>
		<updated>2015-05-24T10:37:16+00:00</updated>
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			<name>Thomas Manca</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Comunicato Ufficiale CONFESTETICA &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;numero 4348 del 24 maggio 2015&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Epildream infrange i sogni di centinaia di estetiste.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Il diodo è cinese e non tedesco,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;I valori dello spot e dei watt del laser Epildream Diode non corrispondono ai valori dichiarati da Afaparf e non corrispondono a quanto dicono.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;- Non sono noti protocolli di lavoro (clinicamente validati)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;- Non sono noti test di efficacia (clinicamente testati) su trattamenti eseguiti con Epildream.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Siamo a conoscenza di molti centri estetici che stanno chiedendo ad Alfaparf spiegazioni, ma da molte settimane, queste spiegazioni non giungono ai richiedenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Sappiamo che molti centri estetici di tutta Italia, stanno valutando e iniziando azioni legali contro Alfaparf, per la restituzione del pagamento effettuato per Epildream Diode , gli eventuali danni causati e il tempo di lavoro effettuato dagli estetisti con detto laser.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Confestetica con l’Università di Pavia ha potuto riscontrare una difformità tra le caratteristiche dichiarate dal costruttore e quelle effettivamente presenti, con particolare riguardo alla ampiezza della superficie trattata dal laser (c.d. “dimensione della macchia al bersaglio” o “spot”).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;L’Università degli Studi di Pavia, Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione, infatti, ha potuto rilevare, nella perizia, come il macchinario Epildream Diode Laser non abbia uno spot, riscontrato nella rigorosa maniera indicata nel medesimo elaborato, la cui superficie complessiva è pari a 1.01 centimetri quadrati contro un valore dichiarato da Alfaparf per Epildream Diode pari ad 1.4 centimetri quadrati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;E’ di tutta evidenza che una riduzione di oltre il 30% della superficie dello spot significa, per l’utilizzatore del macchinario, una riduzione del potere trattante in egual misura, dal momento che viene coperta una corrispondente superficie di pelle in misura minore, costringendo l’estetista ad impiegare maggior tempo per eseguire il trattamento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Il laser Epildream Diode, inoltre, è stato testato anche per verificarne la potenza ed i tecnici dell’università sopra indicata hanno potuto accertare che l’attrezzatura in questione non supera i 417 Watt di potenza contro i 600 Watt invece dichiarati dal Alfaparf.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Non solo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;La predetta perizia evidenzia poi come il diodo inserito nel macchinario sia stato prodotto dalla Xi’an Focus Light Technologies, come espressamente indicato nella scheda elettronica inserita all’interno del manipolo, fotografata nella pagina 2 del suddetto elaborato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Confestetica, pertanto, sempre confortata dalle risultanze della valutazione svolta dall’Università di Pavia ha potuto rilevare che le componenti principali dell’attrezzatura de qua sono state prodotte in CINA, per quanto ciò non sia stato dichiarato dal costruttore che, per contro, ha diffuso materiale pubblicitario, che dice chiaramente “laser di ultima generazione progettato in Italia con Diodo di produzione tedesca”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;E’ di tutta evidenza, quindi, che la predetta pubblicizzazione del prodotto sia inveritiera e decettiva, ingenerando nella clientela (l’estetista) l’erronea convinzione di acquistare un macchinario la cui principale parte è stata prodotta in Germania.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Comunicato Ufficiale CONFESTETICA &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;numero 4348 del 24 maggio 2015&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Epildream infrange i sogni di centinaia di estetiste.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Il diodo è cinese e non tedesco,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;I valori dello spot e dei watt del laser Epildream Diode non corrispondono ai valori dichiarati da Afaparf e non corrispondono a quanto dicono.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;- Non sono noti protocolli di lavoro (clinicamente validati)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;- Non sono noti test di efficacia (clinicamente testati) su trattamenti eseguiti con Epildream.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Siamo a conoscenza di molti centri estetici che stanno chiedendo ad Alfaparf spiegazioni, ma da molte settimane, queste spiegazioni non giungono ai richiedenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Sappiamo che molti centri estetici di tutta Italia, stanno valutando e iniziando azioni legali contro Alfaparf, per la restituzione del pagamento effettuato per Epildream Diode , gli eventuali danni causati e il tempo di lavoro effettuato dagli estetisti con detto laser.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Confestetica con l’Università di Pavia ha potuto riscontrare una difformità tra le caratteristiche dichiarate dal costruttore e quelle effettivamente presenti, con particolare riguardo alla ampiezza della superficie trattata dal laser (c.d. “dimensione della macchia al bersaglio” o “spot”).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;L’Università degli Studi di Pavia, Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione, infatti, ha potuto rilevare, nella perizia, come il macchinario Epildream Diode Laser non abbia uno spot, riscontrato nella rigorosa maniera indicata nel medesimo elaborato, la cui superficie complessiva è pari a 1.01 centimetri quadrati contro un valore dichiarato da Alfaparf per Epildream Diode pari ad 1.4 centimetri quadrati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;E’ di tutta evidenza che una riduzione di oltre il 30% della superficie dello spot significa, per l’utilizzatore del macchinario, una riduzione del potere trattante in egual misura, dal momento che viene coperta una corrispondente superficie di pelle in misura minore, costringendo l’estetista ad impiegare maggior tempo per eseguire il trattamento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Il laser Epildream Diode, inoltre, è stato testato anche per verificarne la potenza ed i tecnici dell’università sopra indicata hanno potuto accertare che l’attrezzatura in questione non supera i 417 Watt di potenza contro i 600 Watt invece dichiarati dal Alfaparf.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Non solo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;La predetta perizia evidenzia poi come il diodo inserito nel macchinario sia stato prodotto dalla Xi’an Focus Light Technologies, come espressamente indicato nella scheda elettronica inserita all’interno del manipolo, fotografata nella pagina 2 del suddetto elaborato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Confestetica, pertanto, sempre confortata dalle risultanze della valutazione svolta dall’Università di Pavia ha potuto rilevare che le componenti principali dell’attrezzatura de qua sono state prodotte in CINA, per quanto ciò non sia stato dichiarato dal costruttore che, per contro, ha diffuso materiale pubblicitario, che dice chiaramente “laser di ultima generazione progettato in Italia con Diodo di produzione tedesca”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;E’ di tutta evidenza, quindi, che la predetta pubblicizzazione del prodotto sia inveritiera e decettiva, ingenerando nella clientela (l’estetista) l’erronea convinzione di acquistare un macchinario la cui principale parte è stata prodotta in Germania.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Notizie e articoli su argomenti di Medicina Estetica" />
	</entry>
	<entry>
		<title>CELEBRATO A NEW YORK IL PIATTO DI VERDURE MADE IN OGLIASTRA. L’ELISIR DI LUNGA VITA DEI NONNINI IMMORTALI È TUTTO NEL MINESTRONE</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.studioesteticomedico.it/index.php/notizie-medicina-estetica/75-celebrato-a-new-york-il-piatto-di-verdure-made-in-ogliastra-l-elisir-di-lunga-vita-dei-nonnini-immortali-e-tutto-nel-minestrone"/>
		<published>2015-04-29T12:50:49+00:00</published>
		<updated>2015-04-29T12:50:49+00:00</updated>
		<id>http://www.studioesteticomedico.it/index.php/notizie-medicina-estetica/75-celebrato-a-new-york-il-piatto-di-verdure-made-in-ogliastra-l-elisir-di-lunga-vita-dei-nonnini-immortali-e-tutto-nel-minestrone</id>
		<author>
			<name>Thomas Manca</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;CELEBRATO A NEW YORK IL PIATTO DI VERDURE MADE IN OGLIASTRA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Il segreto è negli ingredienti tramandati dalla famiglia Melis&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;L’ELISIR DI LUNGA VITA DEI NONNINI IMMORTALI È TUTTO NEL MINESTRONE&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;di Giacomo Mameli&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;PERDASDEFOGU Dal Guinnes mondiale per essere – per il terzo anno consecutivo - la famiglia più longeva dei cinque Continenti al palmares del minestrone più salutare del pianeta. Il “Melis Family Minestrone” è salito in cattedra avant’ieri a New York davanti a chef pentastellati, autorità e mass media della Grande Mela. Ai quali il giornalista americano Dan Buettner, presentando il libro “The Blue Zones Solution” edito da National Geographioc Society, ha spiegato che il «vero minestrone della longevità» viene cucinato nelle case di Perdasdefogu «nel cuore della Sardegna». La gastronomia foghesina occupa il terzo capitolo del volume (sta per essere tradotto in Italia) dalle pagine 53 alla 61. Si precisa che «viene preparato con legumi e verdura dell’orto familiare dei Melis e include fagioli, fregula, pasta di semola molto popolare in Sardegna. Il lungo tempo di cottura assicura l’intensità dell’aroma e soprattutto la biodisponibilità dei nutrienti, quali il licopene e i carotenoidi dai pomodori e altri importanti antiossidanti». Più avanti Buettner scrive: «Tradizionalmente il minestrone si accompagnava ad alcuni fogli di pane pistoccu» (più spesso del pane carasau e fatto con farina di grano duro). A pagina 266 è descritta «la procedura particolare per preparare il minestrone». Il piatto da coppa del mondo è quello che il giornalista americano – la scorsa estate – ha visto preparare a casa di Adolfo Melis (91 anni, fratello di Consola che di anni ne compirà 108 il 22 agosto, di Claudina che avrà 102 anni a fine giugno, di Antonio 96, di Concetta 94, di Vitalio 88, Vitalia 84, Mafalda 81). Il merito va alla moglie di Adolfo, Delia Murgia (78 anni, emigrata in Svizzera da bambina) che svela i segreti del buon cucinare. «È molto importante l’acqua. Io uso sempre quella della fonte Maria Raspa che ha un dosaggio corretto di sale. Poi uso unicamente verdure di stagione e quelle dei nostri orti dove non sono mai passati i concimi chimici ma solo letame naturale, non ho mai comprato una cipolla o una patata, tantomeno un minestrone surgelato, credo che le pentole lo rifiuterebbero. Non so che cosa sia il freezer. Roba fresca voglio. È importante il dosaggio dell’olio di oliva, a tempo debito uso carote e sedano, anche prezzemolo ma senza esagerare». Segreti particolari? «Dipende dai gusti. Spesso utilizzo la cotenna di maiale. La pasta preferita sono gli spaghetti tagliati molto corti. Oppure usiamo insaporire con su fìscidu, un formaggio fresco leggermente salato e scioplto nell’acqua bollente. Ma il miracolo lo fanno i prodotti dell’orto, naturali, innaffiati con acque pure, zappati a tempo dovuto. Giorni fa ero a Roma da mia figlia. Ha invitato amici. Mi hanno mandato mazzi di fiori. Il tutto per il minestrone che preparava mia nonna». Il tempo di cottura? «Lo decido a occhio, anzi a odore». Ieri ha pranzato con minestrone anche Consòla, regina della famiglia più longeva al mondo (con quelle delle Blue zone di Okinawa in Giappone, Francia e Canada). Consola ne ha mandato una scodella alla sorella Claudina di 102 anni. Minestrone standard: patate e cipolle di Abbamessi, &quot;fregula&quot; fatta dalle mani sapienti della figlia Narcisa (ritenuta la maestra dei culurgionis di patate-papate, olio e mentuccia «raccolta al fiume sotto casa»).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;La Nuova Sardegna 9 apr. ’15&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;CELEBRATO A NEW YORK IL PIATTO DI VERDURE MADE IN OGLIASTRA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Il segreto è negli ingredienti tramandati dalla famiglia Melis&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;L’ELISIR DI LUNGA VITA DEI NONNINI IMMORTALI È TUTTO NEL MINESTRONE&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;di Giacomo Mameli&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;PERDASDEFOGU Dal Guinnes mondiale per essere – per il terzo anno consecutivo - la famiglia più longeva dei cinque Continenti al palmares del minestrone più salutare del pianeta. Il “Melis Family Minestrone” è salito in cattedra avant’ieri a New York davanti a chef pentastellati, autorità e mass media della Grande Mela. Ai quali il giornalista americano Dan Buettner, presentando il libro “The Blue Zones Solution” edito da National Geographioc Society, ha spiegato che il «vero minestrone della longevità» viene cucinato nelle case di Perdasdefogu «nel cuore della Sardegna». La gastronomia foghesina occupa il terzo capitolo del volume (sta per essere tradotto in Italia) dalle pagine 53 alla 61. Si precisa che «viene preparato con legumi e verdura dell’orto familiare dei Melis e include fagioli, fregula, pasta di semola molto popolare in Sardegna. Il lungo tempo di cottura assicura l’intensità dell’aroma e soprattutto la biodisponibilità dei nutrienti, quali il licopene e i carotenoidi dai pomodori e altri importanti antiossidanti». Più avanti Buettner scrive: «Tradizionalmente il minestrone si accompagnava ad alcuni fogli di pane pistoccu» (più spesso del pane carasau e fatto con farina di grano duro). A pagina 266 è descritta «la procedura particolare per preparare il minestrone». Il piatto da coppa del mondo è quello che il giornalista americano – la scorsa estate – ha visto preparare a casa di Adolfo Melis (91 anni, fratello di Consola che di anni ne compirà 108 il 22 agosto, di Claudina che avrà 102 anni a fine giugno, di Antonio 96, di Concetta 94, di Vitalio 88, Vitalia 84, Mafalda 81). Il merito va alla moglie di Adolfo, Delia Murgia (78 anni, emigrata in Svizzera da bambina) che svela i segreti del buon cucinare. «È molto importante l’acqua. Io uso sempre quella della fonte Maria Raspa che ha un dosaggio corretto di sale. Poi uso unicamente verdure di stagione e quelle dei nostri orti dove non sono mai passati i concimi chimici ma solo letame naturale, non ho mai comprato una cipolla o una patata, tantomeno un minestrone surgelato, credo che le pentole lo rifiuterebbero. Non so che cosa sia il freezer. Roba fresca voglio. È importante il dosaggio dell’olio di oliva, a tempo debito uso carote e sedano, anche prezzemolo ma senza esagerare». Segreti particolari? «Dipende dai gusti. Spesso utilizzo la cotenna di maiale. La pasta preferita sono gli spaghetti tagliati molto corti. Oppure usiamo insaporire con su fìscidu, un formaggio fresco leggermente salato e scioplto nell’acqua bollente. Ma il miracolo lo fanno i prodotti dell’orto, naturali, innaffiati con acque pure, zappati a tempo dovuto. Giorni fa ero a Roma da mia figlia. Ha invitato amici. Mi hanno mandato mazzi di fiori. Il tutto per il minestrone che preparava mia nonna». Il tempo di cottura? «Lo decido a occhio, anzi a odore». Ieri ha pranzato con minestrone anche Consòla, regina della famiglia più longeva al mondo (con quelle delle Blue zone di Okinawa in Giappone, Francia e Canada). Consola ne ha mandato una scodella alla sorella Claudina di 102 anni. Minestrone standard: patate e cipolle di Abbamessi, &quot;fregula&quot; fatta dalle mani sapienti della figlia Narcisa (ritenuta la maestra dei culurgionis di patate-papate, olio e mentuccia «raccolta al fiume sotto casa»).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;La Nuova Sardegna 9 apr. ’15&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Notizie e articoli su argomenti di Medicina Estetica" />
	</entry>
	<entry>
		<title>MIRTILLI E VINO ROSSO: UNO SCUDO ANTI-OBESITÀ ?</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.studioesteticomedico.it/index.php/notizie-medicina-estetica/72-mirtilli-e-vino-rosso-uno-scudo-anti-obesita"/>
		<published>2014-11-09T09:25:16+00:00</published>
		<updated>2014-11-09T09:25:16+00:00</updated>
		<id>http://www.studioesteticomedico.it/index.php/notizie-medicina-estetica/72-mirtilli-e-vino-rosso-uno-scudo-anti-obesita</id>
		<author>
			<name>Thomas Manca</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Si chiama pterostilbene, è un derivato del resveratrolo contenuto in vari alimenti e si comporta come molecola anti- grasso nei ratti sottoposti a dieta obesogena. Se l’effetto fosse confermato anche nell’uomo, potrebbe essere usato come alimento funzionale nelle diete ipocaloriche per facilitare la perdita di peso&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;31 OTT- Lo pterostilbene è un composto fenolico della stessa famiglia del resveratrolo, presente in piccole quantità in un gran numero di cibi e bevande, quali mirtillo, uva, arachidi e vino rosso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Una ricerca pubblicata suJournal of Agricultural and Food Chemistry, dagli spagnoli Saioa Gómez-Zorita e colleghi del Gruppo Nutrizione e Obesità, Dipartimento di Nutrizione e Scienza dell’Alimentazione,University of the Basque Country(UPV/EHU) e Centro Ricerche Lucio Lascaray di Vitoria (Spagna), in collaborazione con il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense, dimostra che lo pterostilbene è efficace nel contrastare la comparsa dell’obesità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Lo studio ha valutato gli effetti dello pterostilbene (al dosaggio di 15 o di 30 mg/Kg di peso corporeo per 6 settimane) nei ratti sottoposti a dieta obesogena. In questo periodo lo pterostilbene ha ridotto la massa grassa del 15,1% (nel gruppo trattato con 15 mg/Kg) e del 22,9% (nel gruppo a 30 mg/Kg). A livello del tessuto adiposo, i ricercatori spagnoli hanno evidenziato che lo pterostilbene riduceva sensibilmente l’attività dell’enzima malico (nei due gruppi rispettivamente -39,4% e -49,5%) e dell’acido grasso sintasi (- 45% e -53,4%). Nel fegato lo pterostilbene riduceva l’attività dell’enzima malico (-29,5%) e della glucosio-6-P deidrogenasi (-43,2%). A livello sierico, infine questo composto ha ridotto l’insulinemia del 31,6% nel gruppo trattato con 15 mg/Kg al giorno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;I ricercatori spagnoli ritengono dunque che lo pterostilbene abbia delle chiare proprietà anti-obesità, dovute, almeno in parte ad una ridotta lipogenesi nel tessuto adiposo e ad un’aumentata ossidazione degli acidi grassi nel fegato. Questo appena pubblicato è primo studio pre-clinico sullo pterostilbene, utilizzato come strategia anti-obesità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Visti i risultati, i ricercatori spagnoli, che hanno brevettato il composto, prevedono di utilizzarlo presto su studi di intervento nell’uomo, per confermarne l’effetto anti-obesità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;L’obesità è una malattia cronica che interessa centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo; strettamente connessa alla pandemia di obesità, è quella del diabete. Le linee guida tradizionali di prevenzione e trattamento dell’obesità si basano essenzialmente su diete a basso contenuto calorico e attività fisica moderata continuativa a lungo termine. Purtroppo l’efficacia di queste strategie è limitata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;L’ipotesi di includere nella dieta degli alimenti funzionali apre dunque la strada a nuove possibilità di trattamento anti-obesità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Maria Rita Montebelli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Quotidiano Sanita 31 Ott. ‘14&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Si chiama pterostilbene, è un derivato del resveratrolo contenuto in vari alimenti e si comporta come molecola anti- grasso nei ratti sottoposti a dieta obesogena. Se l’effetto fosse confermato anche nell’uomo, potrebbe essere usato come alimento funzionale nelle diete ipocaloriche per facilitare la perdita di peso&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;31 OTT- Lo pterostilbene è un composto fenolico della stessa famiglia del resveratrolo, presente in piccole quantità in un gran numero di cibi e bevande, quali mirtillo, uva, arachidi e vino rosso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Una ricerca pubblicata suJournal of Agricultural and Food Chemistry, dagli spagnoli Saioa Gómez-Zorita e colleghi del Gruppo Nutrizione e Obesità, Dipartimento di Nutrizione e Scienza dell’Alimentazione,University of the Basque Country(UPV/EHU) e Centro Ricerche Lucio Lascaray di Vitoria (Spagna), in collaborazione con il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense, dimostra che lo pterostilbene è efficace nel contrastare la comparsa dell’obesità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Lo studio ha valutato gli effetti dello pterostilbene (al dosaggio di 15 o di 30 mg/Kg di peso corporeo per 6 settimane) nei ratti sottoposti a dieta obesogena. In questo periodo lo pterostilbene ha ridotto la massa grassa del 15,1% (nel gruppo trattato con 15 mg/Kg) e del 22,9% (nel gruppo a 30 mg/Kg). A livello del tessuto adiposo, i ricercatori spagnoli hanno evidenziato che lo pterostilbene riduceva sensibilmente l’attività dell’enzima malico (nei due gruppi rispettivamente -39,4% e -49,5%) e dell’acido grasso sintasi (- 45% e -53,4%). Nel fegato lo pterostilbene riduceva l’attività dell’enzima malico (-29,5%) e della glucosio-6-P deidrogenasi (-43,2%). A livello sierico, infine questo composto ha ridotto l’insulinemia del 31,6% nel gruppo trattato con 15 mg/Kg al giorno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;I ricercatori spagnoli ritengono dunque che lo pterostilbene abbia delle chiare proprietà anti-obesità, dovute, almeno in parte ad una ridotta lipogenesi nel tessuto adiposo e ad un’aumentata ossidazione degli acidi grassi nel fegato. Questo appena pubblicato è primo studio pre-clinico sullo pterostilbene, utilizzato come strategia anti-obesità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Visti i risultati, i ricercatori spagnoli, che hanno brevettato il composto, prevedono di utilizzarlo presto su studi di intervento nell’uomo, per confermarne l’effetto anti-obesità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;L’obesità è una malattia cronica che interessa centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo; strettamente connessa alla pandemia di obesità, è quella del diabete. Le linee guida tradizionali di prevenzione e trattamento dell’obesità si basano essenzialmente su diete a basso contenuto calorico e attività fisica moderata continuativa a lungo termine. Purtroppo l’efficacia di queste strategie è limitata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;L’ipotesi di includere nella dieta degli alimenti funzionali apre dunque la strada a nuove possibilità di trattamento anti-obesità.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Maria Rita Montebelli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Quotidiano Sanita 31 Ott. ‘14&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Notizie e articoli su argomenti di Medicina Estetica" />
	</entry>
	<entry>
		<title>PROPRIETÀ BENEFICHE DEL TARTUFO IN CAMPO COSMETICO</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.studioesteticomedico.it/index.php/notizie-medicina-estetica/71-proprieta-benefiche-del-tartufo-in-campo-cosmetico"/>
		<published>2014-11-09T09:10:07+00:00</published>
		<updated>2014-11-09T09:10:07+00:00</updated>
		<id>http://www.studioesteticomedico.it/index.php/notizie-medicina-estetica/71-proprieta-benefiche-del-tartufo-in-campo-cosmetico</id>
		<author>
			<name>Thomas Manca</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Tutti sanno che il tartufo rappresenta uno dei cibi più pregiati e simbolo per eccellenza di lusso e alta ristorazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Negli ultimi anni però, la ricerca medica, ha iniziato ad utilizzare il tartufo con estremo successo anche in campo medico ed estetico. Tant’è vero che sono sempre più le persone che, per le sue straordinarie proprietà benefiche, l’hanno apprezzato a tal punto da inaugurare quella che ormai è definita la “tartufoterapia“.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;A questo preziosissimo tubero erano già stati riconosciuti degli effetti antidepressivi e afrodisiaci non indifferenti. Poi i ricercatori di mezzo mondo hanno compreso la sua estrema efficacia anche in campo medico ed estetico tanto da ribattezzarlo come “l’alleato numero uno della bellezza”. Gli studi e le ricerche si sono moltiplicati e le migliori Università del mondo hanno creato vere e proprie “ricette” per il benessere della pelle.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;I BENEFICI DEL TARTUFO&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Oggi il tartufo viene utilizzato come ingrediente principale per lussuose ed efficaci creme in grado di idratare, schiarire, ringiovanire, distendere e riparare i danni della pelle. Dai numerosi test effettuati risulta che le sue proprietà lenitive sono essenziali anche nella cura dell’acne e nella rigenerazione della pelle in seguito a cure farmacologiche piuttosto aggressive.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Da non sottovalutare nemmeno l’alto effetto schiarente grazie ad un enzime che regola la produzione di melanina contribuendo all’eliminazione delle macchie cutanee che altro non sono che accumuli di melanina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Infine gli è stato riconosciuto un forte effetto lifting derivante da diversi aminoacidi stimolanti, distensivi e nutrienti. E questo rende possibile un minore impiego del fin troppo utilizzato botulino nei trattamenti antirughe.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Ricco soprattutto di Lisina e Metionina (che sono degli aminoacidi essenziali), l’indice di qualità proteica del tartufo è di tutto rispetto. Notevole anche l’apporto di minerali e fibre che contribuiscono a rivitalizzare e rigenerare la pelle. Gli acidi grassi insaturi, tra i quali l’acido linoleico, completano gli effetti idratanti e anti-age del tartufo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;I centri estetici più validi utilizzano il tartufo in vari modi e a costi spesso esorbitanti. Da oggi, grazie ad aziende come la nostra, questo “tubero magico” può essere utilizzato anche a casa e senza l’intervento di nessun operatore estetico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Diverse Università italiane hanno condotto studi e test molto approfonditi con ottimi risultati clinici. Ed è grazie a questo che le creme ed i sieri a base di tartufo ormai vengono prescritti dai migliori dermatologi come veri e propri trattamenti curativi, andando addirittura al di là del semplice aspetto estetico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Ovviamente le creme ed i sieri a base di tartufo, com’è facilmente immaginabile, sono molto costosi. Questi cosmetici rientrano tra quelli considerati di lusso e, soprattutto per l’alto costo del tubero, una singola crema del genere solitamente costa intorno ai 100 euro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Tutti sanno che il tartufo rappresenta uno dei cibi più pregiati e simbolo per eccellenza di lusso e alta ristorazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Negli ultimi anni però, la ricerca medica, ha iniziato ad utilizzare il tartufo con estremo successo anche in campo medico ed estetico. Tant’è vero che sono sempre più le persone che, per le sue straordinarie proprietà benefiche, l’hanno apprezzato a tal punto da inaugurare quella che ormai è definita la “tartufoterapia“.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;A questo preziosissimo tubero erano già stati riconosciuti degli effetti antidepressivi e afrodisiaci non indifferenti. Poi i ricercatori di mezzo mondo hanno compreso la sua estrema efficacia anche in campo medico ed estetico tanto da ribattezzarlo come “l’alleato numero uno della bellezza”. Gli studi e le ricerche si sono moltiplicati e le migliori Università del mondo hanno creato vere e proprie “ricette” per il benessere della pelle.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;I BENEFICI DEL TARTUFO&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Oggi il tartufo viene utilizzato come ingrediente principale per lussuose ed efficaci creme in grado di idratare, schiarire, ringiovanire, distendere e riparare i danni della pelle. Dai numerosi test effettuati risulta che le sue proprietà lenitive sono essenziali anche nella cura dell’acne e nella rigenerazione della pelle in seguito a cure farmacologiche piuttosto aggressive.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Da non sottovalutare nemmeno l’alto effetto schiarente grazie ad un enzime che regola la produzione di melanina contribuendo all’eliminazione delle macchie cutanee che altro non sono che accumuli di melanina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Infine gli è stato riconosciuto un forte effetto lifting derivante da diversi aminoacidi stimolanti, distensivi e nutrienti. E questo rende possibile un minore impiego del fin troppo utilizzato botulino nei trattamenti antirughe.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Ricco soprattutto di Lisina e Metionina (che sono degli aminoacidi essenziali), l’indice di qualità proteica del tartufo è di tutto rispetto. Notevole anche l’apporto di minerali e fibre che contribuiscono a rivitalizzare e rigenerare la pelle. Gli acidi grassi insaturi, tra i quali l’acido linoleico, completano gli effetti idratanti e anti-age del tartufo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;I centri estetici più validi utilizzano il tartufo in vari modi e a costi spesso esorbitanti. Da oggi, grazie ad aziende come la nostra, questo “tubero magico” può essere utilizzato anche a casa e senza l’intervento di nessun operatore estetico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Diverse Università italiane hanno condotto studi e test molto approfonditi con ottimi risultati clinici. Ed è grazie a questo che le creme ed i sieri a base di tartufo ormai vengono prescritti dai migliori dermatologi come veri e propri trattamenti curativi, andando addirittura al di là del semplice aspetto estetico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Ovviamente le creme ed i sieri a base di tartufo, com’è facilmente immaginabile, sono molto costosi. Questi cosmetici rientrano tra quelli considerati di lusso e, soprattutto per l’alto costo del tubero, una singola crema del genere solitamente costa intorno ai 100 euro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</content>
		<category term="Notizie e articoli su argomenti di Medicina Estetica" />
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		<title>RESVERATROLO. IL VINO PUÒ FAR BENE MA NON SI SA PERCHÉ </title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.studioesteticomedico.it/index.php/notizie-medicina-estetica/66-resveratrolo-il-vino-puo-far-bene-ma-non-si-sa-perche"/>
		<published>2014-05-31T09:06:33+00:00</published>
		<updated>2014-05-31T09:06:33+00:00</updated>
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		<author>
			<name>Thomas Manca</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Mezzo bicchiere di vino rosso a pasto, un  consumo moderato di cioccolata e magari di frutti rossi: abitudini fino a oggi considerate positive per la salute a causa di un comune denominatore, il resveratrolo. Ora però uno studio della Johns Hopkins University di Baltimora pubblicato su lama Internai Medicine sembrerebbe smentire il mito dell'azione antinfiammatoria, antitumorale e antitrombotica di questa sostanza. Secondo i ricercatori statunitensi, un'eventuale beneficio associato a questi alimenti sarebbe dovuto ad altri fattori, non al noto antiossidante. &quot;A lungo si è pensato e si è dato largo spazio, anche a livello mediatico, all'idea che questo acido potesse portare a qualche beneficio&quot;, ha spiegato Richard D. Semba, docente di oftalmologia nell'ateneo statunitense. &quot;Eppure noi non abbiamo trovato alcuna traccia a riprova di questa teoria&quot;. Anzi, ha spiegato il ricercatore che per lo studio ha collaborato con l'Azienda Sanitaria di Firenze, &quot;gli italiani che presentano nell'organismo maggiori quantità di questi antiossidanti presenti nel vino o nei mirtilli, non sembrano vivere più a lungo di quelli che ne hanno di meno. Presentano lo stesso rischio degli altri di sviluppare patologie cardiovascolari o tumorali&quot;. Se il rischio diminuisce mangiando alcuni cibi, spiegano gli autori dello studio, il merito non sembra essere di questo composto. Basandosi su un campione di 783 uomini e donne ultrasessantacinquenni abitanti nella zona del Chianti, seguiti dal 1998 al 2009, hanno infatti dimostrato che la concentrazione di resveratrolo nelle urine non aveva niente a che vedere con i marker infiammatori, l'incidenza di patologie cardiovascolari o il rischio di sviluppare cancro. &quot;Il nostro gruppo di pazienti non seguiva una particolare dieta, ma tutti, chi più chi meno, assumevano il vino tipico della regione: dallo studio, tuttavia, non sono emersi i benefici di solito associati ai cibi ricchi di resveratrolo, sebbene in altre studi questi alimenti si dimostrino in grado di ridurre l'infiammazione e proteggere il cuore&quot;, ha concluso Semba. &quot;Probabilmente la spiegazione è che i benefici, se ci sono, sono dovuti ad altri polifenoli: difatti il nostro studio dimostra soltanto che i benefici probabilmente non sono legati al resveratrolo, e non che non ci siano affatto&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Laura Berardi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano 19 Mag. ’14&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Mezzo bicchiere di vino rosso a pasto, un  consumo moderato di cioccolata e magari di frutti rossi: abitudini fino a oggi considerate positive per la salute a causa di un comune denominatore, il resveratrolo. Ora però uno studio della Johns Hopkins University di Baltimora pubblicato su lama Internai Medicine sembrerebbe smentire il mito dell'azione antinfiammatoria, antitumorale e antitrombotica di questa sostanza. Secondo i ricercatori statunitensi, un'eventuale beneficio associato a questi alimenti sarebbe dovuto ad altri fattori, non al noto antiossidante. &quot;A lungo si è pensato e si è dato largo spazio, anche a livello mediatico, all'idea che questo acido potesse portare a qualche beneficio&quot;, ha spiegato Richard D. Semba, docente di oftalmologia nell'ateneo statunitense. &quot;Eppure noi non abbiamo trovato alcuna traccia a riprova di questa teoria&quot;. Anzi, ha spiegato il ricercatore che per lo studio ha collaborato con l'Azienda Sanitaria di Firenze, &quot;gli italiani che presentano nell'organismo maggiori quantità di questi antiossidanti presenti nel vino o nei mirtilli, non sembrano vivere più a lungo di quelli che ne hanno di meno. Presentano lo stesso rischio degli altri di sviluppare patologie cardiovascolari o tumorali&quot;. Se il rischio diminuisce mangiando alcuni cibi, spiegano gli autori dello studio, il merito non sembra essere di questo composto. Basandosi su un campione di 783 uomini e donne ultrasessantacinquenni abitanti nella zona del Chianti, seguiti dal 1998 al 2009, hanno infatti dimostrato che la concentrazione di resveratrolo nelle urine non aveva niente a che vedere con i marker infiammatori, l'incidenza di patologie cardiovascolari o il rischio di sviluppare cancro. &quot;Il nostro gruppo di pazienti non seguiva una particolare dieta, ma tutti, chi più chi meno, assumevano il vino tipico della regione: dallo studio, tuttavia, non sono emersi i benefici di solito associati ai cibi ricchi di resveratrolo, sebbene in altre studi questi alimenti si dimostrino in grado di ridurre l'infiammazione e proteggere il cuore&quot;, ha concluso Semba. &quot;Probabilmente la spiegazione è che i benefici, se ci sono, sono dovuti ad altri polifenoli: difatti il nostro studio dimostra soltanto che i benefici probabilmente non sono legati al resveratrolo, e non che non ci siano affatto&quot;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Laura Berardi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt;&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano 19 Mag. ’14&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Notizie e articoli su argomenti di Medicina Estetica" />
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	<entry>
		<title>CORRERE «PUÒ ACCORCIARE L'ESISTENZA»</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.studioesteticomedico.it/index.php/notizie-medicina-estetica/65-correre-puo-accorciare-l-esistenza"/>
		<published>2014-04-15T06:34:08+00:00</published>
		<updated>2014-04-15T06:34:08+00:00</updated>
		<id>http://www.studioesteticomedico.it/index.php/notizie-medicina-estetica/65-correre-puo-accorciare-l-esistenza</id>
		<author>
			<name>Thomas Manca</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Correre regolarmente è ritenuto un toccasana per la salute e per mantenere il peso forma ma ora si scopre, al contrario, che la corsa può invece accorciare l'aspettativa di vita perché consuma il corpo, potrebbe deformare il cuore e che sarebbe bene non superare la dose di due ore e mezza o tre ore massimo alla settimana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Infine che il passo lento o moderato è consigliabile rispetto dell'andatura rapida dei grandi appassionati di jogging. A sostenerlo è Martin Matsumara, dell'Istituto di ricerca cardiovascolare al Lehigh Valley Health network di Allentown, Pennsylvania, che ha presentato una indagine condotta su 3.800 runners, uomini e donne in media di 46 anni di età all'ultimo congresso annuale dell'American College of Cardiology, svolto a Washington. Il 70% del campione correva 32 chilometri alla settimana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Correre regolarmente è ritenuto un toccasana per la salute e per mantenere il peso forma ma ora si scopre, al contrario, che la corsa può invece accorciare l'aspettativa di vita perché consuma il corpo, potrebbe deformare il cuore e che sarebbe bene non superare la dose di due ore e mezza o tre ore massimo alla settimana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Infine che il passo lento o moderato è consigliabile rispetto dell'andatura rapida dei grandi appassionati di jogging. A sostenerlo è Martin Matsumara, dell'Istituto di ricerca cardiovascolare al Lehigh Valley Health network di Allentown, Pennsylvania, che ha presentato una indagine condotta su 3.800 runners, uomini e donne in media di 46 anni di età all'ultimo congresso annuale dell'American College of Cardiology, svolto a Washington. Il 70% del campione correva 32 chilometri alla settimana.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Notizie e articoli su argomenti di Medicina Estetica" />
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		<title>CON I POLIFENOLI PIÙ LONGEVITÀ IN BUONA SALUTE</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.studioesteticomedico.it/index.php/notizie-medicina-estetica/64-con-i-polifenoli-piu-longevita-in-buona-salute"/>
		<published>2014-03-30T13:56:32+00:00</published>
		<updated>2014-03-30T13:56:32+00:00</updated>
		<id>http://www.studioesteticomedico.it/index.php/notizie-medicina-estetica/64-con-i-polifenoli-piu-longevita-in-buona-salute</id>
		<author>
			<name>Thomas Manca</name>
		</author>
		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;CON I POLIFENOLI PIÙ LONGEVITÀ IN BUONA SALUTE&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Giovanni Scapagnini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Il raggiunto stato di benessere e le scoperte della scienza e della medicina hanno via via aggiunto anni all'aspettativa media di vita delle persone. E questa è una notizia positiva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Il problema è che esse invecchiano male: vivono più a lungo, ma sono più malate. E si tratta di patologie cronico-degenerative, dall'Alzheimer al cancro, dai problemi cardiovascolari al diabete, solo per fare alcuni esempi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Oggi sappiamo che un elemento comune a tutte queste patologie è una disregolazione dei processi infiammatori. Il conclamarsi di una malattia è solo l'ultimo anello di una catena iniziata molto prima (spesso anni) e molto internamente, a livello cellulare dove a un certo punto si è innescata una infiammazione silente (cioè non percepita e non percepibile) che la nostra biochimica, per vari motivi, non è riuscita a circoscrivere e controllare. Perché in effetti questa infiammazione si può sorvegliare e contenere. In modo efficace e facile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;La letteratura medica oggi è concorde sul fatto che ciò che mangiamo ha una relazione diretta con la nostra salute. Purtroppo a livello generale c'è ancora poca conoscenza in merito all'alimentazione sana e tutto è ridotto a un discorso (spesso fuorviante) di calorie, quando invece sarebbe meglio conoscere come si comporta nel nostro organismo ciò che ingeriamo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;È quanto ho fatto con gli abitanti dell'Isola di Okinawa, a sud del Giappone, dove si registra il maggior tasso di longevità al mondo e, per di più, senza le malattie della senescenza. La loro alimentazione apporta un altissimo tasso di omega-3 (pesce e alghe), una bassissima quantità di carboidrati ad alto indice glicemico (pasta, pane e riso) e una notevole quantità di polifenoli (sostanze presenti nei vegetali e nel tè verde, che consumano in abbondanza).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;È possibile che queste sostanze siano in grado di interferire sulla qualità dell'invecchiamento? Si tratta di una domanda che presuppone un radicale cambio di prospettiva sulla tavola: gli alimenti non vanno più visti come fonte di energia o di materia, ma come fonte di &quot;segnali&quot;. Sarebbero (anzi: sono) sostanze in grado di &quot;dialogare&quot; con i ricettori delle nostre cellule, cambiando – di conseguenza – l'espressione dei nostri geni direttamente collegati con la sopravvivenza delle cellule stesse, con la sopravvivenza dei tessuti e, di conseguenza, con il benessere dell'intero organismo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Si accennava, sopra, alla disregolazione dei processi infiammatori. Questa alterata capacità di controllare l'infiammazione è spesso legata a un rapporto sbilanciato tra acidi grassi polinsaturi. Uno squilibrio che si può compensare con l'apporto abituale nell'alimentazione di omega-3 (che è proprio l'acido grasso carente, alla base dello scompenso).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Altre sostanze potentissime nel &quot;dialogo&quot; cellulare sono i polifenoli, presenti in frutta e verdura: la ricerca scientifica sta validando conclusioni davvero avvincenti sulla loro azione. Essendo sostanze antibatteriche, come primo impatto sono modulatori della qualità della nostra flora batterica. E questo è un parametro importante, perché è sempre più alla base di alcuni tipi di patologie, come l'obesità o alcune malattie di tipo metabolico. Ma la loro azione è anche molto più profonda: sanno agire sui meccanismi di trascrizione, cioè quelli alla base dell'espressione dei geni. Toccare questi meccanismi significa cambiare il destino della cellula, in termini di sopravvivenza, di gestione dell'infiammazione, di metabolismo e additittura, di proliferazione. Sono degli &quot;allenatori&quot; della qualità della vita delle nostre cellule.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;A livello cardiovascolare, per fare un esempio, sappiamo che la delfinidina (un sottogruppo di polifenoli, presente nei frutti di bosco e, in concentrazioni elevatissime, nel maqui) è un potente inibitore dell'ossidazione dell'Ldl e un efficace antiaggregante della trombina (quindi, riduce il rischio della formazione di trombi). Interessante, in tal senso, uno studio americano, pubblicato pochi mesi fa sulla rivista Circulation, che ha dimostrato come tre semplici porzioni a settimana di frutti di bosco riducano il rischio di infarto del 32 per cento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;In Giappone, invece, hanno accertato che le delfinidine proteggono dai danni di sovraesposizione alla luce, che è uno dei problemi dell'invecchiamento della parte neurale della retina. Risultati interessanti sono attesi anche da una ricerca in corso in Italia presso il consorzio inter-universitario Sannio Tech: si tratta del primo lavoro clinico – in doppio cieco, randomizzato e controllato verso placebo – sviluppato con il maqui. Si sta lavorando sull'azione antiossidante e antinfiammatoria, avendo a disposizione moltissimi biomarcatori di stress ossidativo. I primi dati, anche se molto interessanti, al momento indicano solo un trend, perché lo studio è tuttora in atto. Ma una conclusione si può già delineare: la nutrizione è sicuramente il pilastro della gestione della salute nel prossimo futuro e lo fa attraverso la modulazione dell'infiammazione silente nelle cellule.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Il Sole24Ore 25 Mar. ’14&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
		<content type="html">&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;CON I POLIFENOLI PIÙ LONGEVITÀ IN BUONA SALUTE&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Giovanni Scapagnini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Il raggiunto stato di benessere e le scoperte della scienza e della medicina hanno via via aggiunto anni all'aspettativa media di vita delle persone. E questa è una notizia positiva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Il problema è che esse invecchiano male: vivono più a lungo, ma sono più malate. E si tratta di patologie cronico-degenerative, dall'Alzheimer al cancro, dai problemi cardiovascolari al diabete, solo per fare alcuni esempi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Oggi sappiamo che un elemento comune a tutte queste patologie è una disregolazione dei processi infiammatori. Il conclamarsi di una malattia è solo l'ultimo anello di una catena iniziata molto prima (spesso anni) e molto internamente, a livello cellulare dove a un certo punto si è innescata una infiammazione silente (cioè non percepita e non percepibile) che la nostra biochimica, per vari motivi, non è riuscita a circoscrivere e controllare. Perché in effetti questa infiammazione si può sorvegliare e contenere. In modo efficace e facile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;La letteratura medica oggi è concorde sul fatto che ciò che mangiamo ha una relazione diretta con la nostra salute. Purtroppo a livello generale c'è ancora poca conoscenza in merito all'alimentazione sana e tutto è ridotto a un discorso (spesso fuorviante) di calorie, quando invece sarebbe meglio conoscere come si comporta nel nostro organismo ciò che ingeriamo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;È quanto ho fatto con gli abitanti dell'Isola di Okinawa, a sud del Giappone, dove si registra il maggior tasso di longevità al mondo e, per di più, senza le malattie della senescenza. La loro alimentazione apporta un altissimo tasso di omega-3 (pesce e alghe), una bassissima quantità di carboidrati ad alto indice glicemico (pasta, pane e riso) e una notevole quantità di polifenoli (sostanze presenti nei vegetali e nel tè verde, che consumano in abbondanza).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;È possibile che queste sostanze siano in grado di interferire sulla qualità dell'invecchiamento? Si tratta di una domanda che presuppone un radicale cambio di prospettiva sulla tavola: gli alimenti non vanno più visti come fonte di energia o di materia, ma come fonte di &quot;segnali&quot;. Sarebbero (anzi: sono) sostanze in grado di &quot;dialogare&quot; con i ricettori delle nostre cellule, cambiando – di conseguenza – l'espressione dei nostri geni direttamente collegati con la sopravvivenza delle cellule stesse, con la sopravvivenza dei tessuti e, di conseguenza, con il benessere dell'intero organismo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Si accennava, sopra, alla disregolazione dei processi infiammatori. Questa alterata capacità di controllare l'infiammazione è spesso legata a un rapporto sbilanciato tra acidi grassi polinsaturi. Uno squilibrio che si può compensare con l'apporto abituale nell'alimentazione di omega-3 (che è proprio l'acido grasso carente, alla base dello scompenso).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Altre sostanze potentissime nel &quot;dialogo&quot; cellulare sono i polifenoli, presenti in frutta e verdura: la ricerca scientifica sta validando conclusioni davvero avvincenti sulla loro azione. Essendo sostanze antibatteriche, come primo impatto sono modulatori della qualità della nostra flora batterica. E questo è un parametro importante, perché è sempre più alla base di alcuni tipi di patologie, come l'obesità o alcune malattie di tipo metabolico. Ma la loro azione è anche molto più profonda: sanno agire sui meccanismi di trascrizione, cioè quelli alla base dell'espressione dei geni. Toccare questi meccanismi significa cambiare il destino della cellula, in termini di sopravvivenza, di gestione dell'infiammazione, di metabolismo e additittura, di proliferazione. Sono degli &quot;allenatori&quot; della qualità della vita delle nostre cellule.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;A livello cardiovascolare, per fare un esempio, sappiamo che la delfinidina (un sottogruppo di polifenoli, presente nei frutti di bosco e, in concentrazioni elevatissime, nel maqui) è un potente inibitore dell'ossidazione dell'Ldl e un efficace antiaggregante della trombina (quindi, riduce il rischio della formazione di trombi). Interessante, in tal senso, uno studio americano, pubblicato pochi mesi fa sulla rivista Circulation, che ha dimostrato come tre semplici porzioni a settimana di frutti di bosco riducano il rischio di infarto del 32 per cento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;In Giappone, invece, hanno accertato che le delfinidine proteggono dai danni di sovraesposizione alla luce, che è uno dei problemi dell'invecchiamento della parte neurale della retina. Risultati interessanti sono attesi anche da una ricerca in corso in Italia presso il consorzio inter-universitario Sannio Tech: si tratta del primo lavoro clinico – in doppio cieco, randomizzato e controllato verso placebo – sviluppato con il maqui. Si sta lavorando sull'azione antiossidante e antinfiammatoria, avendo a disposizione moltissimi biomarcatori di stress ossidativo. I primi dati, anche se molto interessanti, al momento indicano solo un trend, perché lo studio è tuttora in atto. Ma una conclusione si può già delineare: la nutrizione è sicuramente il pilastro della gestione della salute nel prossimo futuro e lo fa attraverso la modulazione dell'infiammazione silente nelle cellule.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Il Sole24Ore 25 Mar. ’14&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
		<category term="Notizie e articoli su argomenti di Medicina Estetica" />
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		<title>AIFA approva in-label VISTABEX® per rughe perioculari o zampe di gallina</title>
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		<published>2014-02-26T13:07:30+00:00</published>
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		<author>
			<name>Thomas Manca</name>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;VISTABEX® prima e unica tossina botulinica di tipo A approvata in Italia per il miglioramento temporaneo delle rughe perioculari o zampe di gallina da moderate a gravi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Dopo la recente approvazione da parte dell’FDA americana, e quella europea, anche l’AIFA approva la nuova indicazione in-label.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;L’approvazione AIFA è stata ottenuta a seguito dei risultati di due studi clinici randomizzati, condotti in doppio cieco, controllati con placebo, che hanno coinvolto un totale di 1362 soggetti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</summary>
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