Trattamento: Carbossiterapia

Parole chiave: (carbossiterapia, CO2, anidride carbonica, PEFS, adiposità localizzate, Cagliari , Quartu Sant' Elena , Sardegna)

 

Carbossiterapia, trattamento della cellulite e delle adiposità localizzate

In breve


La Carbossiterapia è una metodica che impiega l’anidride carbonica a scopo terapeutico somministrata per via sottocutanea.

 

Le patologie e gli inestetismi che possono essere trattati sono:

  • Adiposità localizzata in eccesso
  • PEFS di ogni grado (cosi detta "cellulite")
  • Invecchiamento cutaneo

 

 

 

Quali risultati si possono ottenere:

  • Riduzione o scomparsa delle PEFS di I e II grado
  • Riduzione delle PEFS di III e IV stadio
  • Riduzione delle adiposità localizzate in eccesso
  • Rallentamento l'invecchiamento cutaneo

Vantaggi:

  • Innocua ed efficace
  • Veloce: Superfici ampie possono essere trattate in breve tempo (gambe, braccia).
  • Costo contenuto.
  • Effetti collaterali pressochè nulli
  • Dopo la seduta si possono riprendere immediatamente tutte le normali attività.

Svantaggi

  • Dolore: è molto soggettivo, molti pazienti percepiscono dolore
  • La tecnica è operatore dipendente
  • Controindicato in presenza di gravi patologie cardiache, polmonari, renali, diabete etc

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Approfondimento sul trattamento con CARBOSSITERAPIA di adiposità localizzate e della PEFS (cellulite)

 


La Carbossiterapia è una metodica che impiega l’anidride carbonica a scopo terapeutico somministrata per via sottocutanea.
L’ anidride carbonica o biossido di carbonio è costituita da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno.

Come agisce
Quando nei tessuti corporei aumenta la concentrazione di anidride carbonica (CO2) l'emoglobina reagisce cedendo tutto l'ossigeno O2 che lega dando una iper-ossigenazione tissutale. L'ossigeno liberato viene anche utilizzato nel ciclo di Krebs favorendo l'ossidazione degli acidi grassi. Con la carbossiterapia si esaltano all'estremo questi meccanismi fisiologici.
In tutti gli stadi della PEFS (cellulite) vi è una alterazione del comparto micro circolatorio. La carbossiterapia agisce facendo aumentare la velocità del flusso ematico tessutale locale (vasodilatazione) e aumentando l'entità del letto vascolare della micro-circolazione tessutale (neoangiogenesi vera e falsa). La carbossiterapia agisce positivamente anche nelle PEFS di 3 e 4 stadio non trattabili in altri modi.
In presenza di adiposità localizzate la carbossiterapia agisce aumentando l'ossidazione degli acidi grassi e attivando la lipasi intradipocitaria (attivazione recettoriale meccanica di scollamento)
In presenza di invecchiamento cutaneo la carbossiterapia agisce stimolando il fibroblasto, favorendo gli scambi metabolici nella matrice extracellulare e con azione meccanica di scollamento (enfisema sottocutaneo).

Indicazioni in medicina estetica
• Adiposità localizzata in eccesso
• PEFS di ogni grado
• Invecchiamento cutaneo (azione metabolica diretta, biologica indiretta e meccanica “lifting dolce”)

Come si svolge la seduta
Il medico preparà l'apparecchio erogatore di CO2

Vengono collegati i deflussori, i filtri e gli aghi.
La cute viene disinfettata
L'ago viene infisso nel sottocute della zona da trattare e fissato con il cerotto.
Vengono erogati i volumi di gas necessari
A fine seduta una crema lenitiva viene applicata con un massaggio sulla zona trattata.

Durata
Da pochi minuti a 40 minuti

Quali zone possono essere trattate
Le zone che possono essere trattate sono: area sotto trocanterica, interno ginocchio, caviglia e addome.

Dolore
E' molto soggettivo. Alcuni pazienti sopportano bene, altri molto meno. Il paziente solitamente avverte una sensazione di bruciore un pizzicore. Il medico regolerà la pressione del gas in relazione alla sensazione di dolore percepita dal paziente aumentando gradualmente i volumi erogati.

Dopo il trattamento
Il paziente percepisce un crepitio sottocutaneo per 5-6 minuti, una fugace dolorabilità locale, per qualche ora sensazione di arto pesante e potrebbero comparire delle ecchimosi.

Sedute successive
Il trattamento viene in genere ripetuto una o due volte alla settimana per almeno venti sedute. Seguono una serie di sedute di mantenimento con cadenza variabile a seconda dei casi.
La tecnica è operatore dipendente. L'abilità dell'operatore consente di trovare subito il piano giusto, a diffondere il gas in tutto l'arto con pochi inoculi, e che un solo inoculo si riesca a diffondere il gas in tutto l'arto.

Cosa fare dopo
Dopo la seduta è consigliato eseguire un linfodrenaggio e camminare a lungo.

Effetti collaterali
Sono praticamente assenti. La CO2 introdotta durante la seduta viene rapidamente eliminata con la respirazione e dai reni. La carbossi terapia non ha effetti negativi ne sulla frequenza ne sulla pressione cardiaca ne sul  paziente sano ne sul paziente con malattie cardiovascolari, ne nell'immediato ne a distanza di tempo.

Controindicazioni
Il trattamento è controindicato nei seguenti casi:

  • Insufficienza respiratoria cronica grave
  • Insufficienza cardiaca cronica grave
  • Insufficienza renale cronica grave
  • Anemia grave
  • Insufficienza epatica grave
  • Terapia con acetazolamide, diclofenamide e altri inibitori della anidrasi carbonica
  • Terapia con metformina
  • Diabete mellito scompensato
  • Gangrena gassosa
  • Trombosi arteriose, flebotrombosi, tromboflebiti, embolie
  • IMA recente
  • Aritmie cardiache
  • Gravidanza